![]() |
|
Il
libro LivingStrat si può comprare |
||||||
I GIUDIZI L'impostazione
è particolare, traspone in un libro la stessa logica partecipativa
seguita dagli autori nei loro seminari. Si induce prima il lettore a
riflettere intorno alle proprie esperienze, idee e obiettivi, per poi
portarlo a conoscere e confrontarsi con le principali teorie sulla gestione
strategica. Il confronto rende l'apprendimento attivo, critico, efficace.
Il libro è
senza dubbio "divertente", ma nello stesso tempo impegnativo:
rispondere alle "Domande per sapere" è come uno sforzo
strategico per abilissimi scacchisti! Dopo i disastri
della " New-Economy" che credeva di avere inventato una mitica
età dell'oro, una sana visione strategica è più
che mai necessaria per le aziende e non solo di grandi dimensioni. Il
libro si legge piacevolmente e raccoglie in modo originale i più
importanti principi di gestione strategica in una visione applicativa
particolarmente semplice e senza le sovrastrutture procedurali che spesso
ne appesantiscono e ne rendono sgradevole l'utilizzo nelle aziende.
Ho trovato il
libro interessante perché esce dai rigidi schemi di molti testi
di management, e costringe a pensare in modo innovativo e mirato sul
futuro della propria azienda. Negli attuali
scenari economici fare strategia piu' che un divertimento |
||||||
Sommario LIVINGSTRAT
- PREFAZIONE
di Piero Bassetti. Capitolo
1 1.1 3.1
COME DIVENTARE "MENTORI" STRATEGICI ALL'INTERNO DELLA PROPRIA
SQUADRA. PENSARE, DIALOGARE E AGIRE IN MODO "MAIEUTICO" ED
"EPISTEMICO": PAROLE DIFFICILI PER LAVORARE IN MODO SEMPLICE,
CONSAPEVOLE ED EFFICACE. |
||||||
PREFAZIONE di Piero Bassetti
Piero Bassetti (Milano, 29 Luglio 2003) |
||||||
INTRODUZIONE Questo libro nasce dalla nostra pratica quotidiana di consulenti e facilitatori di strategie aziendali. Ha una pretesa che è anche una sfida. Viviamo in un mondo
apparentemente contraddittorio: siamo quotidianamente travolti da una
valanga di messaggi, Internet ha creato dal nulla nuove infinite possibilità
di dialogo. Ma in realtà, e forse proprio per questo, non leggiamo
abbastanza, e ancor meno scriviamo. Ebbene: noi proponiamo loro non solo di leggere, ma anche di rispondere, scrivendo, ad alcune domande provocatorie ma, ci auguriamo, stimolanti e costruttive. Oltre a questa intenzione, abbiamo quella di sottoporre alla loro riflessione qualcosa che si riassume in una parola che qualcuno potrebbe trovare stantia, se non addirittura indigesta: STRATEGIA! Ebbene, nonostante queste controindicazioni, noi insistiamo nella pretesa, sicuramente immodesta, di "insegnar dilettando", seguendo a nostra volta l'insegnamento di Miguel de Cervantes (Don Chisciotte, I, 48). Più che spiegare come si gestisce strategicamente la propria impresa, vorremmo invitare i nostri interlocutori a dedicare alla strategia uno spazio-tempo ben protetto, per realizzarla concretamente ma anche piacevolmente, nella certezza che questo li ripagherà successivamente in termini di tempo e di errori risparmiati. Vorremmo cioè che l'uso di questo libro costituisse per loro un sano divertimento, nel senso originario della parola (un passaggio da un impegno a un altro, un cambiamento di prospettiva), e che contribuisse a combattere la monotonia e i rischi della routine. Non è assolutamente nostra intenzione imbandire ai nostri interlocutori "la verità" sulla strategia, sui suoi metodi, sulle tecniche che dovrebbero assicurare il successo. E ancor meno insegnargli il loro mestiere. Ci limitiamo a indicare loro alcuni tra i punti di vista più qualificati su che cosa è l'azienda e a che serve, sull'offerta di valore in termini di prodotti o servizi, sui rapporti con i clienti, e così via, dicendo chiaramente quali di questi punti di vista condividiamo maggiormente (libero il lettore di fare altre scelte), e fornendo comunque le fonti a cui attingere per ulteriori informazioni. E, alla fine, proponiamo al capo azienda, divenuto scrittore-lettore, di applicare ciò che ha immaginato, scritto e letto, alla sua particolare azienda o al suo specifico progetto. Molte persone, appartenenti agli ambienti più diversi, amano divertirsi e rilassarsi facendo giochi enigmistici. Vorremmo che i nostri lettori si ponessero di fronte a questo libro con questo spirito, alimentato dalla curiosità e dall'impegno a trovare le soluzioni di problemi che in realtà non hanno mai soluzioni predeterminate. Vorremmo inoltre che tutto ciò costituisse per il capo azienda l'occasione per una "presa di distanza" dalla gestione operativa quotidiana, per dedicarsi al governo strategico della propria impresa. Un modo piacevole ma nello stesso tempo impegnativo di realizzare l'idea di impresa che ha in mente, trovando soluzioni personali ai tanti e imprevedibili giochi di cui la realtà è prolifica dispensatrice. Un'ultima, non
certo per importanza, indicazione introduttiva: noi riteniamo che un
capo azienda debba essere considerato e considerarsi parte di quella
che viene chiamata "classe dirigente", di cui tanti lamentano
l'insufficienza nel nostro Paese. Questo significa che il suo ruolo
implica una assunzione di responsabilità, diciamo pure un impegno
morale. Questa concezione, che è anche un nostro impegno, emergerà ovunque nel testo che segue. Noi lo consideriamo uno degli aspetti più qualificanti del nostro libro. |
||||||
|
Ogni capitolo è diviso in quattro parti: - La prima parte contiene delle "DOMANDE PER SAPERE". Queste domande hanno lo scopo di stimolare la riflessione sugli argomenti del capitolo. Ad esse il capo azienda dovrà (potrà) rispondere tranquillamente, dicendo ciò che egli pensa, senza chiedersi troppo se sia la risposta giusta. - La seconda parte
contiene un approfondimento del tema (ad esempio, nel primo capitolo,
il tema: "La strategia tra visione, ambiente e risorse").
Essa offre una sintesi delle principali posizioni teoriche e pratiche
sull'argomento del capitolo, con l'esposizione anche di ciò che
ne pensano gli autori del libro. Il libro può esser letto (e scritto) cominciando da qualsiasi parte di esso. Noi però suggeriremmo di non leggere la seconda parte prima di rispondere alle domande della prima. Il capo azienda si priverebbe così del piacere di scoprire da solo "le verità", di accorgersi di avere idee simili o diverse dalla "letteratura", e magari migliori e più "vere"! - La terza parte del capitolo è fatta di una semplice pagina bianca (che l'autore/scrittore può estendere a suo piacimento). Il titolo è semplicemente: "RIFLESSIONI". Qui il capo azienda può annotare le sue considerazioni, sulla base di ciò che ha eventualmente scritto e letto. - La quarta parte contiene alcune "DOMANDE PER FARE", cioè domande aventi lo scopo di facilitare il capo azienda nel compiere un autoesame della situazione e delle prospettive strategiche della propria azienda, autoesame direttamente finalizzato all'azione. Questa è la parte forse più coinvolgente del libro. In essa il capo azienda potrà delineare tutti gli elementi che caratterizzano la sua visione per il futuro della sua azienda, la situazione e le prospettive dell'azienda stessa nel suo rapporto con l'ambiente esterno, le opportunità che le si offrono e le minacce che si profilano, i punti di forza e di debolezza dell'azienda, e infine le concrete leve strategiche su cui deciderà di agire immediatamente per la realizzazione della visione nel medio-lungo termine. Questo ultimo lavoro (o gioco?) potrà servire per diversi scopi molto pratici: avviare una nuova impresa, chiarirsi le idee su "dove vuole andare e dove sta andando la mia azienda", mobilitare i collaboratori su un progetto comune, fare un check-up sulla situazione e le prospettive strategiche della propria azienda, predisporre un business plan da proporre a potenziali soci o investitori, definire gli obiettivi e i contenuti di una strategia di comunicazione, individuare i progetti-leva a cui dare priorità nel breve termine, eccetera. Per poter gestire questa quarta parte in modo più flessibile (avere più spazio, modificare, correggere, copiare, memorizzare, inviare eccetera), sarà possibile ritrovarla nel sito www.livingstrat.com/..... e disporne liberamente. Vi è infine un'Appendice che offre al capo azienda alcune indicazioni su come comportarsi per gestire strategicamente la squadra al vertice della propria azienda, e con essa tutta l'azienda. Il libro si conclude con i riferimenti bibliografici, che consentono di conoscere le nostre fonti e, per chi è più curioso, per "saperne di più". Con questo, il libro terminerà e la sua funzione sarà esaurita. Chi avrà seguito, sia pure con qualche opportuna deviazione, queste istruzioni, disporrà di un libro suo proprio, diverso da tutte le altre copie, frutto congiunto del suo lavoro e di quello degli autori (a questo punto co-autori, insieme al lettore-scrittore). Il libro potrà eventualmente dare luogo a una quinta parte, facoltativa. Essa consisterebbe nel possibile invio via e-mail da parte del capo azienda agli autori del suo personale "Autoesame per fare". Ciò potrebbe costituire la premessa di un dialogo sicuramente fruttifero di ulteriori conoscenze per tutti gli interlocutori coinvolti. |
||||||
DUE
CITAZIONI "Io sono dunque, in me, tutt'altro che sapiente, né da me è venuta fuori alcuna sapiente scoperta che sia generazione del mio animo; quelli invece che amano stare con me ne ricavano, purché il dio glielo permetta, straordinario profitto. Ed è chiaro che da me non hanno imparato nulla, bensì proprio e solo da sé stessi molte cose e belle hanno generato; ma di averli aiutati a generare, questo sì, il merito spetta al dio e a me". Socrate "Le organizzazioni possono imparare perché sono esseri viventi. Se fossero puri pacchetti azionari, le società sarebbero cose morte e l'apprendimento sarebbe per loro impossibile". Arie
de Geus |
||||||
aggiornato al: 05-11-2003